Vivere di Mercati
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1. La Genesi



Perché questo libro? Perché mi sono avvicinata alla finanza esattamente come voi: mi sono posta le vostre stesse domande, ho commesso i vostri stessi errori, forse anche qualcuno in più ... Ma, alla fine, ho trovato alcune risposte. Quando ho iniziato, il primo e unico programma disponibile per l’analisi tecnica era sviluppato per il sistema operativo Dos. Ricordo che tutte le sere inserivo manualmente i dati prendendoli dal servizio borsa del Televideo Rai. E pensare che ora, con Internet, ognuno ha a disposizione l’intero universo di programmi di analisi tecnica, di analisi quantitativa, di gestione del rischio e di money management. Obiettivo di questo libro è fornire una sorta di scorciatoia per arrivare alla meta. Gli anni di lavoro che ho dedicato al confronto con ogni possibile strategia mi hanno portato a individuare poche, semplici regole che, supportate da una ferrea autodisciplina, sono certa vi saranno di grande aiuto. Perché questo libro? Perché scrivendolo, mi sono resa conto che i suoi contenuti equivalgono a molto più di una giornata trascorsa con me: direi che valgono quasi un intero anno! Quando ho iniziato a scriverlo non avevo la benché minima idea di come si sarebbe sviluppato. A distanza di alcuni mesi, con un piccolo moto di orgoglio, mi sono accorta che è diventato un libro utile, una sorta di manuale d’uso al trading (intra ed end of day) dedicato a indici, valute, titoli, future, commodity. Forse a questo manuale potrebbero seguirne altri più specifici. Chissà! Giusto per gradire, vi posto subito un grafico storico dell’indice tedesco. Mi sono avvicinata ai mercati finanziari nel quinquennio 1985-­‐1990 e mi riconosco benissimo in questo grafico! Ho acquistato sui massimi poco prima della discesa, ovvio! Dove vi posizionereste nel grafico sottostante? Io conosco la risposta. E voi?

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Chi io sia e da dove arrivi è presto spiegato. Nei lontani anni ’80, ho vissuto giusto in tempo la nascita dei primi fondi d’investimento. In tempo per acquistarli. Ricordo che si trattava di fondi della Ras assicurazioni e che si chiamavano Gesti-­Ras. In quella circostanza ho visto dimezzarsi il mio capitale iniziale e, solo dopo anni, sono riuscita a riaverlo interamente (per alcuni fondi) o in buona parte (per taluni altri). Scommetto che qualcuno di voi già si riconosce in questa esperienza: compro, vedo il capitale diminuire, soffro e poi, complice la fortuna e il trend al rialzo dei mercati (come in quel particolare periodo), l’investimento ritorna al capitale iniziale. A questo punto finalmente vendo, con un gran sospiro di sollievo, e mi considero intelligente! Ma, ahimè, proprio lo strumento che ho appena venduto prosegue inesorabilmente la sua salita! Ma non è possibile, non è tollerabile che io, proprio io, sia così sfortunata! Deve pur esistere al mondo qualcuno che sia in grado di aiutarmi a far rendere il mio capitale qualcosina in più dei titoli di stato (all’epoca i rendimenti variavano tra il 13 e il 18%, esisteva ancora la lira e periodicamente veniva svalutata per sistemare un po’ i bilanci pubblici).

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Inizia così il viaggio alla scoperta del misterioso e affascinante mondo del Borsino bancario, ambientato in genere in una piccola stanzetta, con un terminale video Radiocor per le quotazioni real time. All’epoca la borsa era ancora “gridata” e l’esperto di turno dispensava consigli ai clienti della banca che intendessero investire i propri risparmi in borsa. Si veniva accolti in spazi angusti perché la banca, ieri come oggi, non ama il cliente “fai da te”. Pensavo di essere arrivata nel posto giusto e che finalmente avrei imparato qualche cosa. Ed effettivamente qualche cosa ho imparato: che esistevano titoli che rispondevano al nome di Sip e Olivetti, la stessa che anni dopo ha osato lanciare un’OPA su Telecom, Italgas e ... Grassetto! Ho imparato non solo che si possono perdere capitali, ma che addirittura si può perdere l’intero capitale investito! Proprio come è accaduto a me con il titolo Grassetto, impresa di costruzioni di Salvatore Ligresti, oggi arcinoto alle cronache finanziarie. Il banchiere Enrico Cuccia, legato a Ligresti, ai tempi si oppose al salvataggio della società. Alla fine, stanca di perdere soldi e tempo, ho iniziato a consultare giornali finanziari, dedicando particolare attenzione ai titoli consigliati per la settimana entrante e costruendo una statistica dei titoli che meglio avessero sovra o sotto performato l’indice di riferimento da inizio anno: erroneamente, ritenevo che quelli che meno avessero guadagnato da inizio anno fossero i titoli su cui puntare. Nulla di più falso! Il titolo forte, infatti, continuerà a salire e quello debole a perdere! A metà degli anni Novanta mi sono recata, per la prima volta, a Lugano ad assistere a una conferenza tenuta da “un certo” Francesco Caruso. Già all’epoca era molto sicuro di sé. Strana la vita, così come ritrovare dopo anni Caruso come collega e non da spettatrice!

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Sono sopravvissuta alla crisi obbligazionaria russa (per la prima volta ho visto i titoli del mibtel perdere oltre il 10% in un giorno e venire sospesi dalle contrattazioni), alla bolla di Internet (Tiscali a quattro cifre, Ebiscom a tre cifre), all’11 settembre, alla crisi dei sub-­‐prime (ma questa la ricorderete tutti). Ma in fondo, parafrasando Nietzsche, “Ciò che non ti uccide, ti fortifica”. E se tutte queste esperienze non mi hanno ucciso … Da anni ormai sono passata “dall’altra parte della barricata”. Da investitore privato sono diventata prima gestore patrimoniale presso una banca privata e poi gestore di Fondi Lussemburghesi. Ma, vi assicuro, dal punto di vista professionale sono nata come ognuno di voi. Così è nata l’idea di questo libro. Stella Boso, amica nonché co-­‐editrice del canale finanza del portale www.leonardo.it, mi ha esortato a scrivere una sorta di manuale operativo per i mercati finanziari. Nel contempo, mi sono rivolta a Roberto Malnati, con il quale lavoro da anni e per il quale nutro una stima profonda, che mi ha fornito l’idea portante per la stesura di questo volume ossia scrivere come se io stessi parlando ai partecipanti dei seminari che tengo da anni.

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